Un Viaggio meraviglioso

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Domenica 28 marzo, ore 22. Il viaggio è terminato da ore. Porto con me la gratitudine per Rudy che per primo ha sognato questa fantastica opportunità e per i 12 amici della Gendai Reiki Italia da lui contagiati, che hanno realizzato in modo impareggiabile queste gioiose giornate. In realtà il mio personale viaggio è iniziato un pochino prima delle fatidiche ore 15 in cui ci siamo dati appuntamento alla Stazione Marittima di Trieste il 25 marzo. Quella mattina infatti, una persona anziana e in precarie condizioni di salute, mi ha parlato del suo forte amore per la vita, pur vissuta tra pesanti acciacchi e dolorose difficoltà, regalandomi la prima lezione d’umiltà che ha indirizzato la giornata.

Da molti anni lavoro come infermiera e, dopo tanti anni passati accanto a persone di ogni età, spesso nei momenti più bui della loro vita (quelli per intenderci vissuti nel dolore o nell’imminente morte), continuavo a sentire forte dentro di me la lotta tra il bisogno di portare conforto e soluzioni, e la ricerca di un dignitoso lasciar andare, accompagnando fin dove potevo.

Ascoltandolo, un lampo mi ha attraversata e quello che per anni potevo capire solo da un punto di vista razionale, ora era divenuto reale e chiaro, ed ho incontrato la risposta: io sono solo uno strumento dell’esistenza, un canale appunto; non sta a me sentirmi in colpa per le sofferenze che ogni giorno centinaia di persone vedo patire né è mia la responsabilità delle scelte degli altri. Così è.

Il Cerchio della Vita

Giovedì 25 marzo, ore 15. Munita del mio splendido pass color verde smeraldo entro in sala conferenze a cercarmi un bel posticino per iniziare al meglio le mie 4 giornate speciali. Il primo relatore è Manitonquat: vederlo e rendermi conto che assomiglia in modo impressionante al mio paziente speciale del mattino, ci vuole poco. Lo guardo con rispetto e tanto affetto: lui, nel mio immaginario, rappresenta il saggio, l’anziano della tribù, colui che racconta le storie (il suo nome, scopro poi, significa "la storia che cura" (In Inglese appunto Medicine Story, ndr) e sua moglie Ellika lo chiama "Story").

thumb_story-e-ellikaDopo essersi presentato, ci ha fatti alzare, prenderci per mano, avvicinarci e creare il primo cerchio, guardandoci l’un altro, assaporando la gioia di trovarci lì insieme a tante persone che come noi credono che si possa tornare ad una vita ricca di amore. Con parole semplici ed efficaci ci ha raccontato della vita che dedica ai detenuti in diversi istituti di pena americani e di come aver insegnato ad essi che, pur non dimenticando ciò che di brutto avevano commesso, non erano loro i cattivi, non lo erano i loro cuori induriti da una vita di stenti, di violenze, di abusi. Insegnando loro ad entrare in un cerchio, avendo cura e rispetto gli uni degli altri, queste persone sono cambiate. Molti, quando sono usciti dalla prigione, hanno scelto una nuova strada, lontano dal crimine.

Prima di lasciarci ci ha invitati a cantare con lui e sua moglie una semplice ma intensa canzone Maori il cui significato è “tutto è Vita, tutto è Amore”. Un momento di unione, di voci belle e senza alcun narcisismo. Era una gioia per me guardarli: il maschile ed il femminile incarnati. Di una bellezza tenera eppure completa. L’amore che traspariva dai loro occhi ad ogni sguardo che si scambiavano rendeva l’idea di una relazione amorosa, il senso di verità, di unione pur mantenendo la propria individualità.

Alla fine della sua relazione ho sentito qualcuno dire che come inizio era un po’ fiacco, troppo semplici le parole usate e prive di concetti nuovi. Sapevo bene che chi le ha dette era - la parte di me- che voleva qualcosa di sensazionale, che valesse bene i soldi spesi e il tempo usato per fare il passaparola con gli amici.

Sui miei appunti trovo alcune parole, scritte nel suo libro "Ritorno alla Creazione", che ci ha letto in sala.

Spero…che ritroviate il sentiero della Creazione, forse vorreste prendere in considerazione i vostri originari intenti e decidere di riportare la magia dei cerchi nelle vostre famiglie, sul lavoro...

E ancora le seguenti frasi:

  • Siamo tutti interconnessi
  • Qual è il nostro compito, il nostro progetto per questa vita?
  • In quale modo lo attueremo?

Il sole, gli uccelli, le libellule, la terra, i topi,i serpenti. Tutti hanno trovato posto sulla pagina grazie alla mia abitudine di adornare i quaderni su cui prendo appunti.

Ore 18 – 20. I relatori successivi erano Hyakuten Inamoto e Hiroshi Doi, i due massimi esponenti giapponesi del Reiki, fondatori delle scuole Komyo e Gendai rispettivamente. Vuoi per la loro scelta di avventurarsi nella storia del Reiki, vuoi per le evidenti difficoltà che la traduttrice (peraltro molto brava: un’europea molto giovane che ha imparato il giapponese… Tutta la mia stima!) incontrava con i termini legati alle tecniche energetiche che non conosceva minimamente, dopo un’ora di simpatico umorismo e di un ripasso su tutti i master che da Mikao Usui ad oggi ci hanno fornito molte varianti Reiki, qualcuno del loro numeroso staff li ha contattati e interrotti.

thumb_doi-e-hyakutenDopo una breve e improvvisata pausa, c’è stata dapprima una trasmissione di energia da loro a noi, quindi una meditazione guidata in cui visualizzavamo un sole dorato che ci stava nutrendo e curando. Bello. E poi il ricordo che sono solo un "canale" è tornato a farsi a sentire e a ricaricarmi di nuova consapevolezza.

Appunti. È necessario un buon equilibrio nel cuore per elevare la coscienza: solo allora il Reiki interiore si ricongiunge con il Reiki dell'Universo.

A-ah! Eccola la seconda lezione di umiltà: per diverso tempo ho cercato il modo per tenere “alto” il mio livello di energia per poter far fronte in modo ineccepibile a tutti gli impegni, quando invece il mio compito è di mantenere l’equilibrio, restare nella quiete e nulla più. Il disegno di una grande espansione di una ellissi, tra le mie pagine, lo conferma. Pure l’esplosione energetica di un fiore. La serata si è così conclusa; mi sentivo stanca ma solo l’idea che il domani mi riservava una full immersion mi ha spinta leggera fino a casa pur con le gambe dolenti.

Venerdì 26 marzo, ore 10.30. La giornata è iniziata con la video conferenza con Bob Randall, che ha condiviso con noi alcune parti della tradizione Uluru degli Aborigeni. Bob è uno delle migliaia di bambini aborigeni che le istituzioni hanno tolto alle famiglie per rieducarli alla vita occidentale, e solo da grande è potuto tornare alla tradizione. Ci ha cantato le sue canzoni che parlavano “del vento che soffia in tutto il mondo per spargere ovunque parole ed azioni d’amore”. Applausi a non finire, meritatissimi.

thumb_bob-randallRicordo poco delle sue parole, incantata com’ero dai dipinti che intravedevo alle sue spalle: mi parlavano sì del “tempo del sogno” come essi chiamano la vita, ma pure di tecniche pittoriche di cui la mia anima si è inebriata. Non so raccontare la gioia che ho provato quando in sala è stato chiesto a Bob di farci vedere sua moglie, di cui ogni tanto comparivano le mani ad asciugare amorevolmente il suo viso (ma quanto caldo starà facendo da loro in questo momento?).
E ancora una volta vederli vicini mi ha reso l’idea magnifica di uomo e donna, in una relazione di amore e di rispetto. Splendidi.

Appunti. 4 sono le vie di apprendimento che gli aborigeni utilizzano:

  1. il racconto
  2. la canzone
  3. la danza
  4. la pittura

thumb_trille-palsgaardIl contatto via Skype è purtroppo terminato, però abbiamo ricevuto una bella sorpresa: due donne tra il pubblico (Trille Palsgaard e Sophie, 2 Gendai Master Reiki ) ci hanno raccontato di aver avuto la possibilità di imparare dagli aborigeni, in un recente viaggio in Australia, una bella e potente tecnica di Sound Healing, ovvero come usare i suoni, semplici come lo sono le vocali, per variare la vibrazione del nostro corpo.

Ecco la tecnica: poni la mano sul cuore e resta connesso ad esso, respira a fondo, tieni le labbra socchiuse ed emetti un suono che senti in vibrazione con il tuo corpo e protrailo finchè lasci uscire l’aria, variando il tono se ti sembra utile, l’importante è essere connessi con il cuore e lasciarsi andare. Let’s go: dopo la spiegazione siamo stati invitati a cambiare sala in modo da formare un cerchio senza l’impiccio delle sedie, dove mano nella mano abbiamo sperimentato per alcun minuti questa tecnica. Tutti, e dico tutti, relatori compresi, hanno sperimentato con gioia. La vibrazione prodotta insieme spero abbia aiutato ciascuno di noi sulla strada dell’equilibrio.

thumb_anton-ponce-de-leon-e-ariOre 12.30. Rientriati in sala, è stato il momento di ascoltare Anton Ponce de Leon. Di lui, ancora di più degli altri mi è rimasto una forte impressione. E’ una persona con un’ottima proprietà di linguaggio, e in modo semplice e facile ci ha accompagnati attraverso i millenni, dai miti della creazione (Big Bang compreso) alla cultura Lemuriana - Mu, di cui ci ha dato notevoli ragguagli, fino alla conoscenza andina dei Qechua, e ancora al 2012 .

Di Anton ci sarebbero parecchie cose da dire soprattutto sul suo progetto “Samana Wasi”, ma vi rimando al suo sito, ricco di informazioni utili.

Sto leggendo il libro “Amaru” che è, tra quelli che ha scritto, il primo che mi ha attirato fortemente.

Appunti

  • L’espressione dell’Amore è una sola, la Vita è una sola.
  • È possibile recuperare l’amore per noi stessi, lasciando andare la paura di essere felici. Lo meritiamo. Siamo raggi dello stesso sole.
  • Cosa siamo realmente? E’ tempo si essere, non di apparire. Siamo Inti ("Spirito" nella lingua Qechua) come Dio ed il Sole, e i Qechua ad ognuno di questi associa la parola inti. Semplicemente: Luce.
  • Abbiamo due coscienze a cui attingere: la coscienza cerebrale-psichica e la coscienza solare.
  • Iniziamo a pensare in modo differente, per imparare ad amare tutto ciò che esiste, e a non vivere infelici.
  • Mu (l'antico continente sprofondato negli abissi del Pacifico, ndr) significa proprio "madre Patria". È da qui che sono partiti migliaia di uomini e donne di Mu, viaggiando alcuni verso est, altri verso ovest, e dopo svariate centinaia e centinaia di anni in viaggio nel mondo ad insegnare e sostenere i popoli incontrati, si sono ritrovati sulle montagne tibetane, ove è stato creato un polo energetico. Da questo sono ripartiti nuovamente in senso opposto fino a ritrovarsi sulle Ande e anche qui hanno dato vita ad progetto energetico. E poi di nuovo.

Alla fine della sua relazione ci sono state alcune domande: una di queste verteva sul frequente riscontro di avvistamenti Ufo nelle zone andine ed Anton ha smorzato un po’ questa convinzione. A suo parere tutto il pianeta viene visitato e da svariati millenni; tali visite gli sembrano probabilmente più legate ad un cercare di capire come ci evolviamo e cosa stiamo attuando piuttosto chela preparazione ad un attacco alla terra o ad un proposito di salvare l’umanità da sè stessa o da imminenti catastrofi.

La seconda riguardava il 2012. Anton ha confermato che da sempre i suoi maestri gli hanno anticipato che la terra si avvia verso momenti molto importanti, soprattutto per le Americhe, in quanto una forte energia ci accoglie nel lasciare il 6° sole e nell’entrare nel 7°. Tale passaggio crea delle dissonanze e questo porta con sé difficoltà di adattamento e disarmonia. A suo parere tale energia influenza la terra inviando i suoi influssi in modo orizzontale, avvolgendo ciò la terra e non colpendola in fasci verticali. Ne consegue che già al 21 giugno 2012 sulle Ande inizieranno dei cambiamenti, senza che dobbiamo avere alcuna paura.

thumb_amit-goswamiOre 15. E’ stato il momento di ascoltare Amit Goswami. Che dire… una mente notevole, un personaggio di grande spessore. Della sua relazione ho preso una gran quantità di appunti perché ero ben conscia che l’argomento meritava attenzione ed un eventuale approfondimento.

La fisica quantistica mi affascina da un sacco di anni ma gli argomenti sono tosti e solo in parte sono riuscita a comprendere tanti passaggi. Allora eccoli gli appunti ed ognuno ne ricaverà la parte che gli sembrerà meritevole di ulteriori ricerche.

 

 

Appunti

  • l’energia è costante
  • la coscienza crea ogni cosa
  • la materia non è dissociata dalla coscienza. Consiste nelle possibilità che la coscienza realizza
  • immagini gestaltiane (nel disegno che è apparso sullo schermo la mente coglieva prima o solo l’immagine di una giovane donna, mentre dopo essere stati sollecitati a guardare in modo diverso molti di noi hanno colto il sovrapporsi di una donna giovane e di una più anziana; tale associazione è legata all’idea che un uomo ha della sua amata e della di lei madre)
  • Inteconnessione: la coscienza non è locale
  • Noi creiamo la nostra realtà: come mai non scegliamo di manifestare ricchezza, abbondanza, felicità?
  • Verifica dell’interconnessione a distanza
  • 2 soggetti meditano assieme per 20 minuti ed hanno lo stesso intento di mantenere il contatto tra di loro, quando vengono separati ed isolati in stanze diverse senza nessuna possibilità di contatto, e collegati ad un apparecchio elettroecefalografico. Uno di essi viene sottoposto ad uno stimolo luminoso, eppure i potenziali evocati (la risposta cerebrale allo stimolo luminoso) nel 72% è molto simile per entrambi i soggetti
  • sensi, sentimenti, pensieri, intuizione, ogni individuo ha una prevalenza di questi aspetti in cui la coscienza collassa, crea la realtà e realizza una personalità
  • gli psicoterapeuti, nelle regressioni ipnotiche, si sono resi conto che “qualcosa” rimane dopo la morte e la memoria viene resettata prima della nuova nascita; scegliamo un determinato obiettivo perciò ci limitiamo a riproporre solo una parte delle informazioni accumulate nelle vite precedenti
  • nell’esperimento in cui i topi vengono inseriti in un labirinto e, grazie ad alcuni stimoli, vengono condotti verso l’obiettivo formaggio, ricercando nel loro cervello non si trova alcuna evidenza di localizzazione della memoria;

Della sua spiegazione e verifica dell’esistenza di Dio quale creatore unico, non umanizzato ma pura energia, pura luce, purtroppo non posso portare un appropriato riassunto perché ero davvero affascinata dai suoi passaggi ma, ad essere onestà, faticavo non poco a seguirlo bene nel ragionamento. Magnifico argomento ma necessito di maggiore tempo o di uno schema da poter rivedere e interiorizzare.

Riporto in inglese, anche per la bellezza della pronuncia di queste parole: "Follow your Bliss"!

CREATIVITY (i passaggi che portano alla creazione):

  1. preparation - impara ciò che sai
  2. incubation - fase di attesa, inattività
  3. sudden insight - improvvisa appare la scelta di una soluzione tra diverse possibilità
  4. manifestation - creiamo la realtà

Ore 18.30. Nella successiva parte della serata ci ha condotti Ellika Linden. Donna saggia, counselor, svedese di nascita e moglie di Manitonquat. Unica donna a rappresentare la mia metà del cielo e lo ha fatto in modo leggero eppure molto efficace. Ellika ci ha ricordato che le donne stanno re-imparando lentamente e spesso con fatica a riappropriarsi delle proprie abilità, della libertà negata per secoli e secoli da una coltura prettamente maschile e maschilista.

thumb_ellika-lindenCi ha invitato a creare cerchi di donne: da quanto anni il mio desiderio più grande è stato proprio questo, gruppi di donne che si aiutano l’un l’altra con rispetto e nel cuore? Ma anche cerchi di uomini, e cerchi misti, è davvero ora di andare lontano in tanti come dice quel proverbio africano, motto della Gendai Reiki Italia. E poi abbiamo sperimentato il lavoro in coppia: due persone che si guardano negli occhi, e a turno una sta in silenzio ed una si racconta per 4 minuti, poi ci si dà il cambio. Ascolto… quanto importante è essere ascoltati! Questo passaggio mi ha regalato una sorpresa: accanto a me c’era una donna inglese di origini indiane di circa 20 anni, era da sola ed è arrivata a Trieste apposta da Manchester per questo evento!

Ringrazio il cielo e l’esistenza e chiunque sul mio cammino mi abbia spinta, mia figlia in primis, nel mantenere un minimo di lingua inglese perché, oltre ad ascoltarla con attenzione comprendendo le sue difficoltà, mi ha pure permesso di darle qualche info sulla mia città; ed è stato piacevole a fine serata accompagnarla a prendere una pizza per la sua cena e poi accompagnarla all’albergo chiacchierando come amiche! Grazie!

Sabato 27 marzo, ore 14.30. Serge Kahili King ci ha parlato dello Shamanic Huna ("Hu" movimento, "Na" quiete). Assieme a Serge abbiamo fatto esperienza di respiro circolare, visualizzazioni, autosupporto con frasi e pensieri positivi. Io sono forte, Io sono felice. Ci ha dato modo di portare l’attenzione su qualcosa di importante che spesso tralasciamo: i nostri pensieri creano.

Dal suo sito si può scaricare gratis alcune pagine utili per un ripasso su tecniche che sono comuni sia al Huna che alla Pnl che ad Eft.

Due sono le frasi che mi sono rimaste impresse:

  • L’Efficacia è la misura della Verità!
  • Spesso quando abbiamo un problema andiamo da qualcuno a chiedere una possibile soluzione, dimenticando che abbiamo in noi stessi strumenti per agire con fiducia.

Il resto della serata. Dedicato prima all’esperienza di Anton Ponce nella comunità Samana Wasi, creata assieme a sua moglie Regia, per ospitare 35 bambini orfani ed alcuni anziani abbandonati. Ognuno di loro portava con sé storie tristi di disagio e solitudine, eppure l’incredibile carica di amore e fiducia che hanno potuto darsi l’un l’altro ha dato a tutti una nuova possibilità di creare altre famiglie o di rientrare nelle proprie. Come abbiamo saputo in seguito, la quota che, dedotte tutte le spese legate a questo evento, rimarrà alla Gendai Reiki Italia verrà devoluta a questa comunità.

In seguito Amit goswami e Masaru Emoto si sono messi a disposizione per tutte le domande del pubblico ed è stato necessario che gli organizzatori segnalassero che alle 20 dovevamo uscire perché tante ne sono arrivate che abbiamo temuto di far notte fonda! E’ stato ancora una volta interessante come la nostra mente ricerca il classico “pelo nell’uovo” e infatti alcune domande rasentavano una forse ovvia risposta. Masaru ci ha detto come porta nella vita pratica i suoi studi sull’acqua: prima di berne un bicchiere dice alla stessa alcune parole (che riporto come ricordo senza pretendere siano quelle da lui citate):

  • mi dispiace
  • ti onoro
  • ti amo
  • ti benedico

Domenica 28 marzo, ore 14.30. Tutti insieme! Tutti i relatori hanno trovato posto di fronte a noi, e a turno ci hanno salutato con l’augurio di rivederci presto. Abbiamo avuto in dono l’opportunità di questo primo incontro, altri, speriamo presto, ci saranno. Anton Ponce ci ha proposto di mantenere l’intento di rimanere in contatto. L’appuntamento è ogni ultima domenica del mese alle ore 17 per un cerchio mondiale che ci riporti “vicini” nel cuore. Ottima idea! La mia di proposta sarà di trovare un modo e un luogo affinché questo cerchio si possa creare anche a livello locale in pochi o tanti non importa.

Oltre ai dovuti ringraziamenti a tutti coloro che hanno lavorato, organizzato e contribuito, un saluto importante è stato quello che in sala abbiamo dedicato a Stefania che da mesi è ricoverata in ospedale, ma è parte integrante dei 13 cavalieri di questo Cerchio. Ed è stata lei la prima a leggere alcune pagine di questo viaggio meraviglioso. Vederla annuire e a tratti commuoversi, mi ha dato il coraggio di rendervi partecipi dei momenti vissuti con la sensazione di essere a casa, di ritornare a casa, ogni volta che, lavoro permettendo, avevo potuto essere presente al Cerchio della Vita.

Vi lascio alcune parole che mi hanno fatto riflettere

  • Maori è l’anagramma di Amori
  • Inamoto è l’anagramma di A motion che tradotto dall’inglese diventa un movimento, una proposta
  • Goswami tradotto dall’inglese Go e dal sanscrito Swami sta per "Vai Uomo"
  • Emoto…Mi ha ricordato la formula E=mc2 di Einstein

Grazie a tutti! Ciao!

Nedda Anisha

I protagonisti dicono...

  • Bob Randall There are no translations available. Insegnamenti dagli Alberi. Durante la mia visita in America, standomene comodamente seduto sotto il sole di ieri, ho notato come la Natura usi lo spazio  creato...
  • Serge Kahili King There are no translations available. La mia esperienza al Cerchio della Vita 2010 è stata preziosa sotto molti aspetti. Mi ha reso capace di rinnovare vecchie amicizie nel campo dell'insegnamento a livello...
  • Masaru Emoto There are no translations available. È stato un grande onore partecipare al vostro evento, "Il Cerchio della Vita". Ho trascorso dei bei giorni nel condividere un'esperienza così meravigliosa con tutti...
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